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FLAT TAX PER I NUOVI RESIDENTI

FLAT TAX PER I NUOVI RESIDENTI

 

Si comunica che l’Agenzia delle entrate, con provvedimento dell’8 marzo 2017, ha fornito la prima operatività in relazione all’agevolazione prevista dalla L. 232/2016 per gli stranieri che intendono trasferire la loro residenza fiscale in Italia beneficiando di un’imposta sostitutiva sui redditi prodotti all’estero.

L’opzione, introdotta con la Legge di Bilancio 2017, prevede il pagamento di un’imposta forfettaria di 100.000 euro per ciascun periodo d’imposta per cui viene esercitata, al fine di attrarre e incentivare il trasferimento della residenza nel nostro Paese degli High net worth individual, ossia delle persone con un alto patrimonio.

Con il provvedimento è stato approvato anche il modello di check list da allegare all’istanza d’interpello, che consente una valutazione preventiva dell’Amministrazione finanziaria sull’ammissibilità al regime di favore.

I contribuenti in possesso dei requisiti possono aderire al nuovo regime nel momento della presentazione della dichiarazione dei redditi, riferita al periodo d’imposta in cui è stata trasferita la residenza fiscale in Italia o in quello immediatamente successivo.

È possibile, inoltre, presentare una specifica istanza preventiva di interpello alla Direzione centrale accertamento dell’Agenzia delle entrate.

La richiesta può essere consegnata a mano, tramite raccomandata con avviso di ricevimento, oppure telematicamente, utilizzando la posta elettronica certificata.

Nell’istanza il contribuente dovrà indicare:

  • i dati anagrafici e, se già attribuito, il codice fiscale, oltre al relativo indirizzo di residenza in Italia, se già residente;

  • lo status di non residente in Italia per un tempo almeno pari a 9 periodi di imposta nel corso dei 10 precedenti l’inizio di validità dell’opzione;

  • la giurisdizione o le giurisdizioni in cui ha avuto l’ultima residenza fiscale prima dell’esercizio di validità dell’opzione;

  • gli Stati o territori esteri per i quali intende esercitare la facoltà di non avvalersi dell’applicazione dell’imposta sostitutiva.

Il contribuente dovrà anche indicare la sussistenza degli elementi necessari per l’accesso al regime, compilando una check list allegata al provvedimento di oggi e presentando, eventualmente, la relativa documentazione a supporto.

Il regime forfettario può essere esteso anche a uno o più familiari in possesso dei requisiti, attraverso una specifica indicazione nella dichiarazione dei redditi riferita al periodo d’imposta in cui il familiare trasferisce la residenza fiscale in Italia o in quella successiva.

In questo caso, l’imposta sostitutiva è pari a 25.000 euro per ciascuno dei familiari ai quali sono estesi gli effetti della stessa opzione.

L’opzione deve essere esercitata entro i termini di presentazione delle dichiarazioni dei redditi, anche nel caso in cui non sia ancora pervenuta la risposta da parte dell’Agenzia delle entrate all’istanza di interpello.

La domanda può essere presentata anche se non sono ancora decorsi i termini per radicare la residenza fiscale in Italia.

L’opzione si intende tacitamente rinnovata di anno in anno, mentre gli effetti cessano, in ogni caso, decorsi 15 anni dal primo periodo d’imposta di validità.

Il versamento dell’imposta sostitutiva, nella misura di 100.000 euro, deve essere effettuato in un’unica soluzione, per ciascun periodo d’imposta di efficacia del regime, entro la data prevista per il versamento del saldo delle imposte sui redditi.

Con un comunicato stampa del 9 marzo scorso, l’Agenzia delle entrate ha chiarito che i soggetti che intendono trasferire la loro residenza fiscale in Italia, aderendo all’opzione prevista dall’articolo 24-bis Tuir, pagheranno un’imposta di 100.000 euro esclusivamente sui redditi prodotti all’estero, mentre sui redditi prodotti in Italia dai neo-residenti si applicano le aliquote ordinarie previste nel nostro Paese.